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Marshall D. Teach

Il frutto del peccato 61805

In merito alle visioni e dettati 1 del 24 e 25 febbraio e 3 gennaio e 17 gennaio Anche se la tua interna voce ti aveva fatto comprendere il movente di Satana per attirarmi al sensoho preferito parlarne Io. E non vi pensare oltre. Lo avrei voluto per rispetto al piccolo fanciullo i cui occhi vedono Dio, e lo avrei voluto perché questo mi avrebbe testimoniato dello stato del vostro animo, che Io desidererei giusto anche nelle sfumature più leggere. Nulla vi è di insignificante e di inutile e di trascurabile nella giustizia. Ha valore in essa la grande e visibile azione del saper morire per essa, come la silenziosa e nascosta imitazione di Me nella maniera di condursi presso i propri fratelli, o figli di spirito, o discepoli vostri. Perché voi vi siete volontariamente consacrati a questa paternità spirituale e a questo ammaestramento dei piccoli, voi padri e maestri di spirito, voi pastori ai quali ho affidato i miei agnelli, e dovete essere i miei imitatori. Perché vi sono silenzi che sono più parlanti di ogni parola e docenti più di ogni dottrina.

Ammonimento al quale, ovviamente, feci conseguire tutta la mia contrarietà. Nelle prime righe del Genesi la parola dominio amico ben tre volte. Per il ellenico la morte è un fatto candidamente biologico e lo si accetta in armonia con le leggi di ambiente. La morte per un cristiano è inammissibile, risolta con la resurrezione in un ipotetico aldilà, addirittura del massa, secondo precisi precetti morali.