Home Esperienza Donna il marito in prigione senza nessun tabu

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Donna il 52775

Un racconto che parla della maternità e della sua assenza, affonda le mani proprio in questi argomenti tabù e lo fa partendo da due donne, Laura e Alina, convinte sostenitrici della possibilità della donna di non volere figli, finché quest'ultima cambia idea e rimane incinta. Una gravidanza che sembra aver imboccato la strada giusta, finché a un certo punto i medici le dicono che c'è un problema, che probabilmente a causa di una malformazione la bambina, Ines, non vivrà a lungo, anzi potrebbe morire appena nata. A quel punto è il racconto di un lutto in presenza, con la bambina che continua la sua fase di crescita nel grembo materno, mentre all'esterno ci si muove smantellando la cameretta appena acquistata e finanche comprando la tomba. Ad accompagnare Alina in questo percorso, oltre al marito, c'è Laura, appunto, la protagonista, che mantiene fede alla sua volontà di non avere figli, ma si troverà ad affrontare quella che la scrittrice definisce una maternità parziale: Laura ha accesso a questo universo del prendersi cura di qualcuno dice Guadalupe Nettel, parlando di come alla donna capiterà di prendersi cura, seppur parzialmente, del figlio della vicina, una donna sola che ha cresciuto un figlio problematico e violento e che a un certo punto abbandona la propria maternità.

Il testo recitava : «Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia oppure della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa afflizione soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che come in illegittima relazione carnale col compagno, con la figlia o con la sorella». È interessante questo richiamo alle classi popolari, in merito alla responsabilità penale individuale, soprattutto se pensiamo affinché questo reato era maggiormente diffuso in ambienti urbani e rurali di marginalità sociale e culturale. Quanti morti ammazzati sono stati considerati vittime di una vendetta derivante dalla loro straripante virilità? Ci avete fatto caso? Hai nuove notifiche! A cura di Marcello Convertito.

Un racconto che parla della maternità e della sua assenza, affonda le mani proprio in questi argomenti tabù e lo fa partendo da due donne, Laura e Alina, convinte sostenitrici della possibilità della donna di non aspirazione figli, finché quest'ultima cambia idea e rimane incinta. Una gravidanza che sembra aver imboccato la strada giusta, finché a un certo punto i medici le dicono che c'è un dilemma, che probabilmente a causa di una malformazione la bambina, Ines, non vivrà a lungo, anzi potrebbe morire appena nata. A quel punto è il racconto di un lutto in apparenza, con la bambina che continua la sua fase di crescita nel utero materno, mentre all'esterno ci si muove smantellando la cameretta appena acquistata e finanche comprando la tomba. Ad affiancare Alina in questo percorso, oltre al marito, c'è Laura, appunto, la interprete, che mantiene fede alla sua volontà di non avere figli, ma si troverà ad affrontare quella che la scrittrice definisce una maternità parziale: Laura ha accesso a questo universo del prendersi cura di qualcuno dice Guadalupe Nettel, parlando di come alla femmina capiterà di prendersi cura, seppur parzialmente, del figlio della vicina, una femmina sola che ha cresciuto un bambino problematico e violento e che a un certo punto abbandona la propria maternità.

Oppure quasi. E anche da fuori. Se non fosse per quelle saracinesche sgangherate, abbassate attorno all'unica entrata. Pubblicità Catania, ieri mattina. Il retrogusto di fake news si scioglie all'ingresso. E quando entriamo in sala, accomodandoci su una delle tante sedie libere, ci guardano subito con sospetto. Nessun assalto dei lanzichenecchi del Sacro Pentastellato Impero. Pochi, ma quasi tutti interessati.