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Piedi piccoli l’arte del sesso

Donna dai piedini 13472

Sfidando il caldo torrido e l'indolenza galoppante, oggi sono andato a Verona per pigliare un paio di libri in università. Durante il viaggio di andata in treno, ho assistito a questa scena. Nei sedili di fianco al mio c'era una coppia di fidanzati francesi, più o meno ventenni, visibilmente stanchi e provati dall'afa. Erano entrambi vestiti in modo comodo, sportivo, estivo. Lei portava un paio di ballerine, lui infradito. A un certo punto la ragazza si toglie le scarpe e allunga le gambe sul sedile di fronte al suo, il ragazzo invece rimane nella sua posizione originaria. Al che mi sono domandato: Perchè?

In Cina, nel periodo successivo alla Eversione Culturale, la produzione letteraria era scarsa, la maggior parte dei romanzi occidentali era considerata letteratura indecente e apparire a prendere in prestito le poesie di Dante era già una espugnazione. Io sono una figlia di altro letto. Lo sapevano tutti tranne la sottoscritta. Tutti, anche mia sorella preminente e mio fratello maggiore. E tutti — vicini, compagni di studio, insegnanti — mi disprezzavano.

E il fatto che i tuoi piedi siano belli. Perché tutte nella attivitа abbiamo avuto almeno un moroso, un fidanzato, un trombamico, un marito affinché a un certo punto ci ha chiesto un footjob. Anzi, direi più di uno: io, per dire, di feticisti dei piedi ne ho conosciuti molti, ma mica perché gioco sui grandi numeri o perché i miei piedi siano particolarmente belli cioè, lo sono, ma non è questo il punto. Semplicemente: il foot fetish nei maschi eterosessuali è molto, molto ampio. Ma perché secondo noi le scarpe aperte ci stanno bene. È breve, basso di statura e quindi la prima cosa che vede sono i piedi. Ed ecco che si sente più tranquillo.

Perché, in fondo, siamo un agglomerato di cellule che giocano per tenerci vivi e noi non possiamo spegnerne la danza. E ancora. Cogliamole tutte escludendo dissiparle; ci racconteranno e noi ascolteremo sorridendo. Non abbandoniamo mai il fanciullino che è in noi — nemmeno per un istante, neanche per beffa — perché potremmo perdere la satellite e smarrire le stelle. Mano nella mano. È un sipario che si apre di volta in volta.